modulo 05 / lezione 24
Contesto e memoria nel progetto
MCP, tool servers e contesto strutturato
Conoscere Model Context Protocol e strumenti analoghi che standardizzano l'accesso a fonti di contesto.
MCP, tool servers e contesto strutturato
Quando un agente deve leggere ticket, documentazione, database, repository o sistemi di monitoraggio, servono interfacce controllate. MCP e tool server nascono per esporre risorse e azioni in modo strutturato, invece di affidarsi a copia-incolla o script improvvisati.
Perché questa lezione conta
Un agente utile non vive solo nella chat. Deve accedere a fonti esterne: issue tracker, documentazione interna, filesystem, log, metriche, API. Ogni accesso però introduce rischi: permessi, dati sensibili, azioni distruttive, costi.
Il punto non è collegare tutto. È decidere cosa vale la pena esporre e con quali limiti.
Risorse, prompt e tool
Un sistema di contesto strutturato può esporre:
- risorse: documenti, file, ticket, log;
- prompt: template riusabili;
- tool: azioni invocabili con parametri;
- metadati: schema, descrizioni, permessi.
Più l’interfaccia è chiara, meno il modello deve indovinare.
Quando serve MCP
Serve quando:
- più client devono usare le stesse fonti;
- il contesto cambia spesso;
- vuoi controllare permessi e schema;
- servono tool riusabili;
- vuoi evitare integrazioni ad hoc per ogni agente.
Non serve quando basta uno script locale, un file README o un endpoint semplice.
Valutare un tool server
Per ogni fonte chiedi:
| Domanda | Perché conta |
|---|---|
| Che cosa espone? | evita tool troppo generici |
| È read-only o scrive? | cambia il rischio |
| Quali dati sensibili tratta? | impatta privacy e log |
| Che schema hanno i parametri? | riduce chiamate sbagliate |
| Come fallisce? | serve fallback |
Laboratorio guidato
Prendi un tool server esistente o progettane uno:
- documentazione interna;
- ticket;
- repository;
- log applicativi;
- database read-only.
Compila:
Nome:
Risorse esposte:
Tool esposti:
Permessi:
Dati sensibili:
Errori possibili:
Quando usarlo:
Quando non usarlo:
Output atteso
Una valutazione: quale parte del tuo contesto vale la pena esporre via MCP o tool server.
Deve concludere con una scelta:
- MCP;
- script locale;
- API ad hoc;
- file statico;
- nessuna integrazione.
Checklist di verifica
- so distinguere risorsa e tool;
- non espongo azioni distruttive senza guardrail;
- ogni tool ha schema chiaro;
- so motivare quando MCP è eccessivo;
- considero privacy, log e permessi.
Errori comuni
Collegare tutto. Ogni integrazione aumenta superficie di rischio.
Tool troppo generici. Un execute(query) senza limiti è difficile da controllare.
Dimenticare errori e fallback. Anche il tool server fallisce: timeout, permessi, dati mancanti.
Collegamenti
- Modulo: Contesto e memoria nel progetto — lezione 24 del corso.
- Lezione precedente: Codebase indexing e agenti che leggono i file.
- Prossima lezione: Memoria persistente vs contesto effimero.